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Redazione Manuali d'Uso e Manutenzione per Costruttori ed Esportatori di Macchine

Ti Lasceresti Difendere in Tribunale da un Meccanico, da un Elettricista, da un Linguista o da un Illustratore?

Ovviamente NO! La risposta dovrebbe essere scontata.

Se ti stai chiedendo cosa c’entra questo con la redazione di manuali tecnici, lo scoprirai fra poche righe. Ma prima permettici di raccontarti una storia di certo che ha molto a che fare con la documentazione tecnica per i costruttori di macchine.

Fino al 1998, i fabbricanti fornivano semplicemente alcuni documenti per impostare correttamente il macchinario per la produzione, ma nessuno di questi era orientato alla sicurezza degli utilizzatori. Non appena entrata in vigore la prima Direttiva Macchine, per legge ogni fabbricante ha dovuto cominciare a esplicitare in modo esaustivo tutti i rischi connessi con l’utilizzo del macchinario, e a spiegare in modo chiaro tutte le azioni che l’utilizzatore compiere (o non compiere) per evitare che ogni potenziale fonte di pericolo provochi un danno o un infortunio.

Di punto in bianco, migliaia di fabbricanti si sono trovati a dover produrre un documento molto corposo e complicato. E se ti stai chiedendo quanti professionisti erano in grado di adempiere a questo compito… la riposta è zero! Non esistevano né la professione, né gli strumenti, né la formazione. E a differenza dei paesi anglosassoni, non esisteva neanche la cultura dell’informazione tecnica.

La verità è che alla fine degli anni ’90 in Italia nessuno sapeva neanche da dove partire per produrre un documento del genere. Ma qualcuno li doveva pur scrivere, questi manuali tecnici. E così siamo arrivati alle soluzioni più fantasiose.

Visto che sul mercato non esistevano professionisti, alcuni fabbricanti hanno pensato bene di impiegare il personale interno. E così, qualche progettista di buona volontà si è messo a riempire di disegni e descrizioni del macchinario i primi template che circolavano fra gli addetti ai lavori.

Ma c’è un grande problema: il progettista non metterà mai l’utilizzatore in primo piano. Al contrario, sarà molto più propenso a descrivere quanto il macchinario sia tecnologicamente all’avanguardia. Ma questo non ha nulla a che vedere con lo scopo delle istruzioni. Quindi, il documento non ha valore legale.

Il progettista di macchinari, così come il meccanico o l’elettricista, non ha alcuna vocazione per la documentazione tecnica. E ovviamente non potrà produrre nulla di buono, oltre a frustrazione per sé stesso e un potenziale danno per la propria azienda.

Altri fabbricanti, invece, convinti di poter delegare questo nuovo adempimento a personale esterno qualificato e poter così dormire fra due guanciali, si sono fidati dei primi fornitori che hanno tentato di colmare questa voragine fra domanda e offerta. Ma a loro non è andata meglio (anzi!).

Le principali figure non professionali che hanno creato veri e propri danni sono 4:

  1. Ingegneri esperti in sicurezza. Di professione, mettono in sicurezza il macchinario secondo le direttive e documentano questo processo nel fascicolo tecnico. Sembrerebbero proprio i candidati ideali per mettere in piedi un manuale inattaccabile. Peccato che scrivano in quel curioso linguaggio che sicuramente conosci e noi chiamiamo tecnico-legalese. Per il fascicolo tecnico, questo può ancora avere senso, dal momento che è scritto per qualche burocrate dell’INAIL o pubblico ministero cavilloso. Ma non per il manuale di istruzioni, che deve spiegare all’utilizzatore in modo assolutamente chiaro cosa deve fare e cosa non deve fare, in ogni momento e in ogni punto della macchina, per evitare di farsi male. Ora, la maggior parte di noi comuni mortali capisce poco di questo strano linguaggio. E puoi stare certo che l’utilizzatore dei tuoi macchinari, che spesso ha un grado di istruzione minimo, non ci capirà nulla. E così, in caso di infortunio, quel disclaimer così autoritario in tecnico-legalese, che sembrava così idoneo a tutelarti, in realtà non ti servirà a nulla se non a darti la zappa sui piedi. E quindi – ironia della sorte – addio manuale come presidio ultimo di sicurezza per il tuo macchinario… se è scritto da un ingegnere esperto in sicurezza.
  2. Disegnatori tecnici / illustratori. Di professione, disegnano. Possono prendere ogni gruppo funzionale del tuo macchinario e rivoltarlo come un calzino per produrre le illustrazioni più fantasiose. Ieri producevano lucidi e spaccati, oggi manipolano i 3D in modo spettacolare. Magari qualche bel rendering può finire negli opuscoli del marketing. Ma per il manuale di istruzioni? Certo, le illustrazioni efficaci sono in grado di far comprendere chiaramente – a volte meglio di mille parole – come sono fabbricati i macchinari. Ma il focus del manuale è un altro: spiegare all’utilizzatore come può evitare di farsi male. È naturale che non si può raggiungere questo obiettivo con dei buoni disegni. Magari con un video… Per il resto, ci vuole un manuale di istruzioni impostato con un focus completamente differente, che poco c’entra con le abilità di chi disegna bene. Tantissimi illustratori sono diventati fornitori di documentazione tecnica, e hanno prodotto e continuano a produrre documenti privi di valore legale.
  3. Agenzie di traduzioni. L’idea di base, dal loro punto di vista, è questa: “già che siamo in grado di tradurre contenuti, perché non possiamo anche scriverli?”. Sono sicuro che anche a te, come a noi, questa deduzione sembra strana. D’altra parte, come può un linguista comprendere agevolmente la tua tecnologia, e mettere nero su bianco un documento in grado di prevenire infortuni? Tanto varrebbe utilizzare un romanziere da fantascienza. Eppure, ancora oggi moltissimi fornitori di documentazione tecnica sono agenzie di traduzione, più o meno camuffate.
  4. Agenzie di comunicazione. Qui il concetto è ancora più fantasioso. Dal loro punto di vista, suona così: “il manuale alla fine è una pubblicazione, noi ne facciamo già tante, perché non possiamo fare anche questa?”. E giù di Indesign, template trendy, immagini stilose, e magari un bel video da mettere su YouTube. Risultato?

Nessuno di questi fornitori ha pensato allo scopo ultimo e nobile, al motore di questa rivoluzione avviata nel 1998: evitare che gli utilizzatori si facciano male. Eliminare le morti bianche.

Per fare questo, non ti basta progettare e costruire il macchinario con il massimo della sicurezza possibile. Devi anche produrre un documento in grado di spiegare agli utilizzatori come comportarsi in tutte le situazioni potenzialmente pericolose. Senza ambiguità, senza la minima possibilità di fraintendimenti.

Un documento che abbia un valore legale. Che possa aiutarti a dimostrare, se necessario di fronte al giudice, che in tutti i casi in cui non hai potuto mettere in sicurezza il macchinario in modo intrinseco, hai comunque fatto tutto il possibile affinché l’utilizzatore sia cosciente dell’esistenza dei rischi, e sappia cosa fare per evitarli in ogni momento.

In definitiva, il manuale di istruzioni acquisisce un valore legale non perché è scritto in un linguaggio astruso, ha un layout trendy e contiene illustrazioni fantasiose. Ma perché è stato concepito dal primo momento – e poi realizzato – a uso e consumo dell’utilizzatore, al fine di tutelarne la salute.

Questo cambio di prospettiva per la documentazione tecnica – togliersi i panni del costruttore per indossare quelli dell’utilizzatore – dovrebbe apparirti scontato. Ma la storia ci ha insegnato che non solo non è scontato… non è neanche facile. Allo stesso modo in cui non è facile per noi parlare giapponese. Ma per un bambino nato in Giappone non è certo una sfida. Tutte le cose sono facili e naturali per chi le sa fare.

Ma chi sa fare questo mestiere – manuali di istruzione efficaci – in modo naturale? Per un compito che all’apparenza sembra semplice occorre in realtà un professionista poliedrico, in grado di comprendere velocemente la tecnologia dei tuoi macchinari come un tuo collega o collaboratore, acquisire in punta di piedi informazioni rilevanti sul tuo progetto, organizzare una struttura ordinata di argomenti, redigere contenuti chiari ed esaustivi, con la giusta terminologia e senza formalismi ridondanti, illustrare in modo corretto ed efficiente, far tradurre correttamente i testi e pubblicare il documento. E molto di più.

Questa figura professionale si chiama comunicatore tecnico.

Incredibilmente, la classe dirigente italiana a tutti i livelli non ha compreso l’importanza del professionista in grado di realizzare il fine ultimo della documentazione tecnica, e siamo arrivato a riconoscere la figura del comunicatore tecnico insieme ad altri comunicatori professionali all’interno di una norma UNI solo nel 2021, ovvero 23 anni dopo l’entrata in vigore della prima Direttiva Macchine.

Quindi, come potrai sicuramente immaginare, alla fine degli anni ’90 non era facile – anzi, era praticamente impossibile – essere formati per svolgere una professione che non esisteva nemmeno. I pochi come noi che l’hanno fatto, hanno dovuto studiare all’estero e accumulare esperienza con professionisti provenienti da altri paesi, come quelli anglosassoni, dove la cultura della comunicazione tecnica era già radicata nel mondo industriale ancora prima di diventare una questione normata.

Solo in questo modo ci è stato possibile diventare professionisti qualificati in grado di produrre documenti in grado di difendere i nostri clienti, costruttori di macchine come te, proprio come fa un avvocato esperto.

Al contrario di progettisti elettrici o meccanici, linguisti e illustratori, che hanno prodotto documenti che non sono in grado di difenderti da nulla.

Quindi, se non possiedi il budget o non ritieni opportuno investire in tecnologie efficienti e formazione continua per qualificare il personale e costruire un reparto documentale in grado di tutelarti, non ti rimane che rivolgerti ad un vero professionista della comunicazione tecnica – e non a illustratori, progettisti, linguisti e altri tecnici che si sono improvvisati manualisti.

Ora, se vuoi scoprire come l’unico fornitore italiano di comunicazione tecnica multilingue specializzato in macchinari industriali può aiutarti a consegnare ai tuoi clienti manuali tecnici efficaci e sicuri… prenota una call nella prima data disponibile e otterrai gratuitamente un piano di intervento da parte di un nostro redattore tecnico esperto.

Sfrutta anche Tu il Nostro Metodo beTechnical® per Ottenere Manuali Efficaci e Sicuri per Tutti i tuoi Clienti nel Mondo

Se esporti praticamente in tutto il mondo come ormai fanno quasi tutti i costruttori di macchine, ti sarà sicuramente capitato di ricevere dai tuoi clienti lamentele del tipo:

  • Non si capisce nulla… ma come avete chiamato quel componente? Dovete riscrivere il manuale!
  • Il testo non scorre proprio, ma è tradotto con google translate?
  • Non possiamo accettare il manuale in lingua inglese. Non importa se lo capiamo benissimo. Deve essere nella nostra lingua!

Spesso, dopo le lamentele sul manuale in lingua, il tuo cliente straniero non ha accettato il macchinario perché senza il manuale il prodotto è incompleto… E tutto questo, magari, dopo aver speso fior di quattrini per la traduzione!

Comprendiamo perfettamente la tua frustrazione. Fra le centinaia di costruttori di macchine che conosciamo, quasi tutti prima o poi hanno avuto disguidi con clienti stranieri, e a volte problemi gravi che hanno compromesso la relazione commerciale.   

Se ci sei passato anche tu, avrai sicuramente avuto la tentazione di cambiare agenzia di traduzioni. Ma se lo hai fatto, nel 99% dei casi non hai risolto nulla. E magari a questo punto ti sei rassegnato a credere che “intanto i traduttori sono tutti incapaci”. O peggio ancora “sono dei ladri perché fanno finta di lavorare e poi fanno tutto con google translate”.

Fortunatamente non è così.

Ma sfortunatamente, cambiare agenzia di traduzioni non serve a nulla.

Come possiamo esserne così sicuri?

Perché abbiamo analizzato centinaia di feedback di questo tipo con linguisti, redattori tecnici, traduttori specializzati e tecnici del costruttore. Riga per riga, parola per parola.

E il risultato di tutte queste ricerche e analisi è che non è quasi mai la traduzione in sé a provocare danni.

Ok… di traduttori disonesti e incompetenti ce ne sono a bizzeffe, ma un professionista del settore se ne accorge immediatamente. Certo, se ti rivolgi ad un’agenzia di traduzioni generica, allora sì: la responsabilità può essere anche tutta dell’agenzia (o del traduttore, il che è sostanzialmente la stessa cosa perché le agenzie sono dei semplici passacarte).

 

Ma se lavoriamo con un traduttore onesto, esperto, competente e scrupoloso, ti possiamo garantire che non è quasi mai una brutta giornata o una svista del traduttore a causare danni. 

Nel 90% dei casi, la sorgente del problema risiede nel processo di redazione e traduzione del manuale.

Per comprendere perché il processo è così importante e risolutivo dobbiamo fare un passo indietro e chiarire meglio i concetti di “manuale” e “traduzione del manuale”.

Il manuale non è un semplice documento che descrive come funziona il tuo macchinario, ma un presidio di legge che ha lo scopo di prevenire infortuni e indicenti mortali. Se ti rivolgi ad uno studio di comunicazione tecnica specializzato in macchinari industriali come il nostro, insieme al documento che la Direttiva Macchine denomina “istruzioni originali” ottieni il valore legale ad esso collegato. Valore che puoi dimostrare al tuo cliente o a terze parti quando la tua azienda viene chiamata in causa.

E per traduzione del manuale cosa intendiamo?

Di certo non trasportare il manuale da una lingua all’altra. Se fosse tutto qui, sarebbe sufficiente rivolgersi a google translate o ad un altro provider gratuito di traduzioni automatiche. Vuoi convincertene? Prova a tradurre automaticamente un testo qualunque, anche tecnico, da una lingua che conosci bene (diciamo inglese) all’italiano e a valuta la traduzione senza pregiudizi. Se non hai introdotto concetti e termini che comprendono solo 20 persone al mondo, ci sono buone probabilità che il testo sia comprensibile e scorra benissimo. No, non è questo che intendiamo.

La Direttiva Macchine ti impone di consegnare all’utilizzatore straniero del tuo macchinario un documento che va sotto il nome di “traduzione delle istruzioni originali”. Così come le istruzioni originali in italiano hanno il compito di evitare infortuni e incidenti agli utilizzatori italiani, la traduzione delle istruzioni originali ha il compito di evitare infortuni e incidenti agli utilizzatori stranieri.

In definitiva, la tua azienda è chiamata a produrre un altro documento che deve possedere un valore legale, valore che devi dimostrare al tuo cliente all’estero o al magistrato quando la tua azienda viene chiamata in causa in un tribunale straniero.

Centinaia di analisi che abbiamo condotto con documentazione tecnica in diverse lingue per i più disparati macchinari hanno dimostrato che poter contare su un traduttore competente non è sufficiente a garantire questo risultato.

Così come softwaristi della tua azienda sarebbero in grado di individuare un bug fra migliaia di righe codici di programmazione del PLC, e i progettisti meccanici un carico strutturale eccessivo in uno solo fra centinaia di componenti, allo stesso modo, dopo 25 anni di esperienza esclusivamente con i costruttori di macchinari industriali, siamo stati in grado di individuare tutte le insidie che si nascondono nella produzione di questi due documenti fondamentali.

Una volta individuate tutte le mine, dopo anni di test e implementazione abbiamo brevettato il metodo beTechnical® che ci consente di attraversare il campo minato senza mai farne esplodere una. Il fatto che gli studi di comunicazione tecnica più intraprendenti cerchino di copiarcelo ci porta a pensare che sia ormai diventato lo standard di riferimento per la manualistica tecnica nel settore manifatturiero.

Il metodo si basa sui 7 passi principali che garantiscono l’efficacia della documentazione durante a monte e a valle di redazione e traduzione:

Definire la terminologia dei tuoi macchinari in italiano e nelle lingue dei tuoi clienti

Validare la terminologia con la collaborazione dei tuoi agenti commerciali e dei nostri specialisti internazionali

Scrivere le istruzioni originali con una guida di stile appropriata per garantire che il traduttore comprenda il testo senza ambiguità e rispettare la terminologia definita

Utilizzare la tecnologia CAT che permetta di recuperare tutti i paragrafi tradotti in passato (e se possibile la tecnologia NMT per pre-tradurre i paragrafi nuovi) per poter risparmiare fino al 75% rispetto al primo manuale

Far collaborare il redattore tecnico con traduttori esperti del tuo settore, per evitare ogni possibile malinteso sul manuale originale e garantire che l’utilizzatore possa comprenderlo senza ambiguità e trovarsi a proprio agio con lo stile e la terminologia del testo

Verificare la corretta applicazione della terminologia nella lingua dell’utilizzatore

Verificare l’efficacia dei messaggi di sicurezza nella lingua dell’utilizzatore

Se vuoi saperne di più, prenota una call alla prima data disponibile e un nostro redattore tecnico esperto ti spiegherà come adattare il metodo beTechnical® alle esigenze della tua azienda per produrre manuali efficaci e sicuri per tutti i tuoi clienti nel mondo.

Le testimonianze di alcuni nostri clienti

Leggi le testimonianze di costruttori ed esportatori come te, che hanno deciso di affidarsi ai nostri redattori e traduttori tecnici per ottenere manuali sicuri ed efficaci per le loro macchine e impianti.

Riqualifica il Personale Addetto ai Manuali Tecnici

A questo punto ti sarà sicuramente chiaro che è ora di prendere in seria considerazione l’argomento redazione e traduzione manuali dei tuoi macchinari.

Se finora hai prodotto i manuali internamente, potresti chiederti se vale la pena proseguire per questa strada.

In qualità di costruttore di macchine e impianti ad alta tecnologia, la tua azienda ha come focus principale le esigenze sempre più stringenti dell’industria manifatturiera.

  • La ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove soluzioni ricopre un ruolo sempre più strategico per competere su un mercato internazionale sempre più competitivo e che richiede grande flessibilità.
  • Il marketing e la vendita richiedono personale sempre più competente e preparato dal punto di vista tecnico per poter supportare i commerciali a individuare e proporre la soluzione più opportuna.
  • E una volta venduto il macchinario, potenziare il supporto tecnico per incrementare e velocizzare la vendita di ricambi e di servizi di manutenzione potrebbe rivelarsi una carta vincente per aumentare i ricavi e il margine operativo.

In questi reparti le competenze tecniche del personale interno della tua azienda gioca un ruolo sempre più importante.

La produzione di manuali tecnici, al contrario, non è certo il comparto migliore per impiegare il personale competente della tua azienda.

Da una parte, le direttive internazionali cambiano in continuazione e ti trovi costretto ad aggiornare la documentazione tecnica per mantenere il valore legale dei manuali. Questo comporta costi esterni e tempo da investire in formazione continua.

Dall’altra parte, i tuoi clienti hanno aspettative sempre più elevate: contenuti idonei anche per il training degli operatori, distribuzione on-line o su app mobile, layout con il logo aziendale e grafiche particolari, scaletta dei contenuti, e così via. Per soddisfare queste richieste sei costretto a investire in manodopera senza valore aggiunto o in tecnologia (e formazione) per automatizzare o facilitare questi task.

Il tuo reparto documentale si trova fra l’incudine della giurisdizione e il martello dei tuoi clienti.

Sicuro che ne valga veramente la pena?

Ma forse sei comunque pronto a pagare il prezzo di tutte queste inefficienze perché “le macchine sono così complicate che a volte neanche i tecnici del costruttore le conoscono a fondo… come fa uno studio esterno a comprendere e spiegare il funzionamento?” e quindi semplicemente non vedi vie di uscita.

Se questo è il tuo pensiero, beh… non sei l’unico a pensarla così. La maggior parte dei costruttori di macchine con cui collaboriamo, prima di diventare nostri clienti, producevano i manuali internamente e li facevano tradurre da agenzie. E la pensavano esattamente così: nessuno, tranne il loro personale, aveva competenze sufficienti per mettere mano alla documentazione tecnica.

Sappiamo bene che il tuo macchinario è unico per progetto, meccanica e automazione. Se così non fosse, non potresti competere nel mercato globale. E di conseguenza, non è possibile trasferire tutte le conoscenze accumulate dai tuoi progettisti, softwaristi e collaudatori in un paio di ore. Ma non è qui che si gioca la partita.

Redigere un manuale tecnico, anche per un professionista, comporta molte difficoltà, che dipendono da una serie di fattori interni ed esterni che sarebbe noioso elencare. Ma fra questi, la comprensione del principio di funzionamento dei macchinari non è MAI una criticità. Almeno per un redattore tecnico dei nostri, che è cresciuto a pane, meccanica e automazione industriale.

Quando le spiegazioni diventano così complicate che anche i nostri redattori tecnici cominciano ad avere difficoltà a comprendere, è il momento di fare un passo indietro, perché quello che viene dopo non è e non deve essere oggetto del manuale.

Non dimentichiamoci che le istruzioni non sono la pubblicità della bravura ingegneristica del progettista e del softwarista.

Le istruzioni sono un presidio di sicurezza che serve a evitare infortuni agli utilizzatori, che sono persone comuni. Gli utilizzatori son si fanno male non per non aver compreso il cinematismo interno di un gruppo funzionale secondario. Si fanno male perché non hanno schiacciato il tasto giusto, non hanno controllato che la spia lampeggiasse correttamente, sono inciampate, e così via.

Si fanno male in modo semplice, cercando di eseguire operazioni semplici.

Per questo, il manuale non si deve perdere in descrizioni ampollose, ma deve comprendere esclusivamente i contenuti essenziali per la sicurezza degli utilizzatori. Solo in questo modo possiamo ritenerlo un presidio di sicurezza a norma di legge e puoi dormire sonni tranquilli.

Il compito del redattore tecnico in definitiva è questo: tagliare il superfluo, scrivere e illustrare tutte le informazioni necessarie per tutelare la salute degli utilizzatori e assicurarsi che siano comprensibili in italiano e nella lingua dei clienti stranieri. Per farlo, mette in gioco competenze, esperienza, tecnologia e formazione. E soprattutto non fa perdere tempo ai progettisti e lavora in punta di piedi.

Se cominci a pensare che sia il caso di esternalizzare la produzione dei manuali dei tuoi macchinari, prenota una call gratuita alla prima data disponibile e un nostro redattore tecnico esperto ti preparerà un piano di subentro su misura per la tua azienda.

Richiedi il Massimo dai tuoi Collaboratori Esterni

Se già collabori con studi esterni per la produzione dei manuali tecnici dei tuoi macchinari, puoi sfruttare tutte le informazioni che hai appena acquisito per valutare il livello del servizio che ottieni, in relazione allo stato dell’arte e della tecnologia a disposizione oggi.

A tal fine, ti consigliamo di rispondere in tutta onestà alle seguenti domande:

  • Il fornitore ti ha mai dato l’evidenza dell’importanza del valore legale del manuale tecnico per tutelare la tua azienda, oppure ha adattato template preconfezionati su Word / Indesign?
  • Il manuale si focalizza sulle procedure per evitare infortuni agli operatori, oppure sull’aspetto grafico e le illustrazioni? (suggerimento: se il layout del manuale è migliore di quello del catalogo o delle schede prodotto, è un problema…)
  • Le descrizioni e le procedure operative sono scritte in un linguaggio chiaro, alla portata di un utilizzatore con un livello minimo di istruzione, oppure sono farcite di tecnicismi e linguaggio gergale con un pizzico di termini giuridici (quello che noi chiamiamo tecnico-legalese)?
  • I rischi residui e i potenziali danni che possono scaturirne sono tutti ben esplicitati oppure sono taciuti?
  • Per ogni rischio residuo è presente una procedura chiara per evitare l’infortunio, o solo un disclaimer / manleva?
  • Chi gestisce le traduzioni utilizza un CAT e condivide memorie di traduzione e analisi, oppure emette un preventivo alla cieca?
  • Chi gestisce le traduzioni dichiara se utilizza o meno una machine translation?
  • Gestisci la terminologia dei componenti tecnici dei tuoi macchinari in italiano e nelle lingue dei tuoi clienti, oppure demandi il problema alle agenzie / ai traduttori?
  • Puoi contare su un servizio integrato di manuali in italiano (istruzioni in italiano) e nella lingua dei tuoi clienti (traduzione delle istruzioni originali) oppure devi contare su diversi partner, con grande spreco di risorse?

Se la risposta sincera a queste domande è Sì: complimenti. Hai investito alcuni minuti del tuo tempo nella lettura di questa pagina, e come risultato ti sei convinto di poter contare su un partner affidabile. Il nostro consiglio è di ritenerti fortunato e di tenertelo stretto.

Ma se la risposta ad alcune, o peggio ancora alla maggior parte di queste domande è NO, è il momento buono per guardarti intorno e valutare l’intervento di professionisti qualificati.

Fissa una call gratuita per la prima data disponibile. Illustraci le tue esigenze, e ti metteremo subito in contatto con un redattore tecnico esperto del nostro team.